Si arriva in questo angolo dell’Umbria non solo per trovare il giusto luogo per rilassarsi ma anche per ritrovare i sapori unici di questo territorio, riscoprendoli nella loro forza e particolarità.

Nella Locanda Petreja, chiamata così in omaggio alla Gens Petreja che nell’Antica Roma abitò nel Castrum che sorgeva su questo territorio, si assaggiano piatti ispirati alla tradizione ma rinnovati secondo il tocco dello Chef Oliver Glowig, già due stelle Michelin, innamorato dell’Italia e dei suoi prodotti di assoluta qualità, chiamato a firmare la carta delle proposte gastronomiche.

Oliver è un uomo che si è innamorato dell’Italia e, nei 20 anni di permanenza nel nostro Paese, ha testimoniato come questo fosse un amore senza cedimenti: la sua famiglia, la sua cucina parlano italiano ed esprimono tradizione, colori ed emozioni. Una cucina sempre più colorata e accogliente, che celebra i profumi e prodotti del Belpaese. La commistione di terra e di mare è la firma della sua cucina ed è un ritratto del sole, della luce e dell’allegria, per quanto lui è invece un uomo timido ma solare.

Una filosofia culinaria così entra ora nel cuore pulsante di “Locanda Petreja”. Il menu che ne è il suo più fedele manifesto sposa l’assoluta qualità delle materie prime, trattate con sapienza e tecnica, con un tocco di creatività: per gli Antipasti vengono utilizzati prodotti della terra semplici come le verdure di stagione che diventano, per esempio, Insalata di radicchio con erborinato di pecora Plinius, lamponi e nocciole o Cotto e Crudo di frutta e verdura; una pietanza genuina come l’uovo viene proposta in versione Uovo croccante con spinaci e crema di pecorino e tartufo nero. Le Alici sono invece ripensate alla scapece con finocchi e capperi. Nei Primi, una classica Minestra di Ceci stupisce con i coprotagonisti del piatto: la scarola e le vongole. Il pesce è anche nei Ravioli di cozze, ma con cacio e pepe. I classici Tortelli sono invece di castagne e funghi con cavolfiore e essenza di manzo al rosmarino, mentre il Risotto al parmigiano e barbabietole con tuorlo d’uovo viene impreziosito dal tartufo nero. Nei Secondi, si alternano piatti di carne e pesce, emblemi del gusto italiano e locale: l’immancabile Baccalà è ripensato in crosta di pane con ceci, purea di aglio e balsamico invecchiato; l’Agnello, grande classico della tradizione culinaria umbra, è proposto con topinambur e melograno a dare freschezza; il Maialino è rigorosamente “cinta senese” con lenticchie del Castelluccio, fave di cacao e gelatina di aceto di lamponi. Nel menu, non manca una vasta selezione di formaggi, tutti locali e scelti tra latte di pecora e di mucca. Infine, spazio al dessert, per un finale dolcissimo a base di Spuma di caprino con more, Gelato allo yogurt con lamponi e biscotto al pepe bianco, Torta di carote con gelato all’olio evo e infusione di erbe e spezie e Cioccolato in cinque consistenze con semifreddo alla liquirizia.

La scultura di un cavaliere è posta al centro del ristorante, nella sala principale da cui prende il nome (sala del cavaliere), insieme a un antico torchio e a un carro usato in passato per trasportare il fieno. Completano il ristorante altre due sale: la scuderia e la sala nobile.
Sulla corte esterna si apre la sala degustazione, denominata “la cantina” e ricavata nell’antica cappella del borgo: qui si racconta il passato di bastione difensivo e la vocazione agricola dei castellani, che per secoli hanno abitato questo eremo di pace, isolato ma non troppo dai percorsi più battuti dell’Umbria.

 

Orario di apertura: 12:30 – 14:30 | 19:30 – 22:30

Giorni di chiusura: Martedì sera e Mercoledì

 

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